La storia di un’interruzione…ma anche no.

Ieri ho trattato Vittoria, l’avrei dovuta incontrare già la settimana scorsa, ma scrisse che non poteva. Nel suo modo di scrivere avevo intuito che ci fosse di più, ma ho aspettato che volesse rincontrarmi con i suoi tempi.

La premessa appena mi ha vista è stata “dobbiamo parlare”…la classica frase che ognuno di noi, in circostanze diverse della vita si è sentito dire, e che a memoria comune non presagisce quasi mai argomenti di Prio ( come diciamo noi palermitani)

È stata spudoratamente sincera nel dirmi che il percorso che stavamo facendo l’aveva portata in contatto con cose molto profonde di lei e che in quel momento non voleva gestirle.
Era troppo entrare in contatto con certi vissuti e non poteva permetterselo avendo un marito e un figlio di cui doversi occupare.
È voluta venire di presenza a parlarmi e a dirmi che interrompeva i trattamenti.

Poi mi ha guardata e mi ha chiesto di farne solo un ultimo, era lì, era comunque venuta all’appuntamento, mi aveva detto il suo disagio, mi chiedeva di trattarla ma di non andare a cercarla nel profondo. Di restare un po’ più in superficie.
La superficie delle cose…
Di aiutarla a non sentirsi così scossa come dopo l’ultimo incontro.

L’ho trattata, e sono andata a cercarla nuovamente nella profondità della sua storia, per portarla fuori da li.
Perché a volte diciamo di volere una cosa ma in realtà chiediamo l’opposto.

L’ho riaccompagnata nella sua storia facendole vedere che non era l’attuale realtà.

La storia di ognuno di noi crea una memoria corporeaemozionalementale che ci portiamo dietro nel quotidiano.
Che non rende lucida la realtà che viviamo, che inquiniamo con racconti fuori tempo, che non ci fa avere reazioni coerenti allo stimolo attuale che riceviamo.
Diventiamo echi costanti di una memoria passata.
È normale, per tutti noi è così.

Avere chi ci possa aiutare a comprenderlo, per ridere se è il caso dei nostri schemi e depotenziarli è una risorsa e una possibilità che ognuno di noi dovrebbe concedersi.

Vittoria ha sentito che non doveva ribaltare nulla della sua vita attuale…doveva solamente lasciare fluire il suo racconto passato e dare spazio a nuove memorie.

Durante il trattamento, mentre rideva e lo faceva di gusto, mi ha detto che ero una gran Crasta e mi ha dato un bacio.
Questa è stata una bellissima nuova memoria per me, il sentire le sue risate e il suo sincero affetto.
Il fondamento della relazione attraverso lo shiatsu.

Con Vittoria ci rivedremo…


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